Anno 2012

La legge antica e la legge evangelica secondo il concilio vaticano II e secondo la tradizione cattolica - 1a parte

Mosaismo e talmudismo

Secondo la dottrina cattolica tradizionale, riassunta e sublimata dal Dottore Comune della Chiesa San Tommaso d’Aquino, la Legge Talmudica è essenzialmente cattiva in quanto essenzialmente anticristiana, mentre la Legge Mosaica è buona, anche se imperfetta in quanto preparava al Cristo venturo.

L'ebraismo attuale è erede più del Talmud che della Legge mosaica: «se gli israeliti si fossero attenuti al mosaismo puro, se avessero avuto come libro sacro soltanto la Bibbia [senza il Talmud, ndr] si sarebbero forse fusi nella Chiesa nascente [...]. Una cosa impedì tale fusione [...] fu l’elaborazione del Talmud, il dominio e l'autorità dei dottori che insegnano una pretesa ‘tradizione’ [la Cabala spuria, ndr]. Il giudeo [...] si riparava dietro gli steccati che avevano innalzato attorno alla Legge mosaica [...] i Farisei e i talmudisti [...] deformatori del mosaismo primitivo e nemici dei Profeti» scrive l’israelita B. Lazare, (L'Antisemitisme son histoire et ses causes, Documents et temoignages, Vienne, 1969, p.14). E ancora:

Antigiudaismo o antisemitismo?

Introduzione

Alcune persone, vittime del pregiudizio e degli stereotipi oggi di moda, ci accusano – a torto – di essere “antisemiti”. Ora “antisemitismo” è una parola coniata nella seconda metà del XIX secolo ed esprime la dottrina della superiorità della razza germanica su tutte le altre e specialmente  su quella semitico-giudaica. Come invece si può constatare mai “sì sì no no” ha espresso tali opinioni. Al contrario, la questione è stata sempre trattata dal punto di vista teologico dove si parla di “antigiudaismo per distinguere il Cristianesimo, che deriva dall’Antico Testamento e lo perfeziona, dal Giudaismo religione post-biblica, che rinnega Mosè, i Profeti, Gesù Cristo e la sua Chiesa, sostituendo loro alcune strane “tradizioni” umane chiamate Talmud e Cabala.

Nel corso del presente articolo cercheremo di porgere al lettore gli elementi essenziali per distinguere il Cristianesimo (Antico e Nuovo Testamento) dal Giudaismo farisaico-rabbinico (Talmud e Cabala), e quindi non cadere nella trappola di chi con l’accusa di antisemitismo vorrebbe far tacere sulle differenze sostanziali tra Cristianesimo e Giudaismo attuale, tra Chiesa e Sinagoga talmudica, per far accettare le idee che hanno portato al documento conciliare “Nostra Aetate” e all’ insegnamento giudaizzante che ne è seguito nel mondo cattolico e perdura tutt’oggi.

NEOTOMISTI  ANTIMODERNISTI

Concede nobis, Domine, prospera mundi despicere et nulla ejus adversa formidare”.

Introduzione

Nel XX secolo, nonostante la crisi modernista e neomodernista[1],vi sono stati dei grandi filosofi neotomisti, che – pur con qualche eccezione e riserva – hanno scandagliato il pensiero del Dottore Comune della Chiesa, lo hanno utilizzato per confutare gli errori del secolo e per costruire una ‘filosofia politica’ capace di far regnare Cristo nella Società, che veniva sempre più secolarizzandosi sotto i colpi della filosofia moderna e postmoderna.

Lo scopo del presente articolo è di farne conoscere alcuni ai lettori, mettendo in luce i loro pregi e qualche volta anche i loro difetti, affinché possano formarsi allo studio del neotomismo senza correre rischi di annacquamento della metafisica dell’essere.

ATTUALITÀ DEL VERO TOMISMO  ANTIMODERNISTA

Neque aliud superest nisi Lumen Gloriae post Summam Thomae”.

 

Introduzione

Il Tomismo è oggi più che mai attuale, vivo e vegeto, anzi è l’unica medicina per i mali intellettuali e morali dell’uomo moderno e post-moderno: il Modernismo e il Neomodernismo.

Gli errori della modernità e post-modernità vennero condannati specialmente da Gregorio XVI con la Mirari vos (1832) e da Pio IX col Sillabo (1864), che è un elenco di 80 proposizioni riguardanti gli errori più diffusi già in quel tempo. «La prima idea del Sillabo – scrive mons. Piolanti – risale al card. Gioacchino Pecci, il futuro Leone XIII, che, nel novembre del 1849, come arcivescovo di Perugia, […] propose di chiedere al Papa la condanna in globo degli errori moderni concernenti la Chiesa, l’autorità e la proprietà»[1]. Pio IX assentì e nel 1852 incaricò il card. Fornari di sondare l’opinione dei vescovi (mons. Pie), teologi e liturgisti (dom Guéranger) e laici cattolici impegnati (Louis Veuillot, Avogadro della Motta e Donoso Cortès). A conclusione promulgò il Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores (DB, 1700-1780) assieme all’Enciclica Quanta cura l’8 dicembre 1864, dieci anni dopo aver definito il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria. Nel Sillabo il Papa condannava 1°) il panteismo, il naturalismo e il razionalismo; 2°) l’indifferentismo; 3°) il social-comunismo, le società segrete, bibliche e cattolico-liberali; 4°) gli errori sulla Chiesa, sulla società civile in sé e nei rapporti con la Chiesa; 5°) gli errori sulla morale naturale e cristiana, sul matrimonio; 6°) gli errori sul potere temporale del Papa; 7°) il liberalismo.

MICKIEWICZ, FOGAZZARO, GALLARATI SCOTTI, RONCALLI, MONTINI & WOYTJLA - L’influsso del marranesimo sul modernismo

“Vogliamo tutti ordinare la nostra azione. Massoneria cattolica? Sì, Massoneria delle catacombe” (A. Fogazzaro, Il Santo, Milano, Baldini & Castoldi, 1905, p. 44).

“Bisogna lavorare a riformare il cattolicesimo romano in senso progressista e teosofico, mediante un Papa che si lasci convincere da queste idee” (Ib., p. 22).

L’influsso diretto del poeta polacco Mickiewicz[1] su Giovanni Paolo II è abbastanza conosciuto, mentre quello indiretto - tramite Gallarati Scotti - su Giovanni XXIII[2] e Paolo VI lo è molto meno.

In quest’articolo riprenderò e riassumerò ciò che già ho scritto riguardo a Mickiewicz e Wojtyla, e poi, mi soffermerò più diffusamente su Gallarati Scotti, sul lato occultistico di Fogazzaro, intimo amico del Gallarati,  e sull’amicizia di quest’ ultimo con  Roncalli e Montini. Il tutto per capire quale causalità abbia esercitato l’esoterismo cabalistico e massonico sul modernismo, sul neomodernismo e  soprattutto sul Concilio Vaticano II ed il postconcilio[3].

sedevacantismo mitigato - Ovvero la “tesi di cassiciacum”

Molti lettori ci hanno scritto chiedendo delucidazioni a proposito del “sedevacantismo mitigato” formulata dal noto teologo domenicano Michel Louis Guérard des Lauriers, secondo cui i Papi conciliari e post-conciliari sarebbero tali materialmente e non formalmente, ossia solo in potenza, ma non in atto. Questo tentativo del padre domenicano di risolvere il problema della “non obbedienza” all’ Autorità senza incitare alla rivolta contro il Magistero e senza annullare la Chiesa gerarchica ha portato alla formulazione della cosiddetta “Tesi di Cassiciacum”. Pur ammirando lo sforzo del domenicano francese, a noi questa Tesi non sembra corrispondere alla realtà dei fatti, come cercheremo di dimostrare nella seguente breve risposta ai quesiti dei nostri lettori.