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BENVENUTO NEL SITO DI TRADIZIONE CATTOLICA
Mt.5,37: Ma il vostro parlare sia SI SI NO NO ciò che è in più vien dal maligno. Rivelazione e Religione Attuazione e Informazione - Disamina - Responsabilità.
SOLIDARIETA' ORANTE
Perseveriamo nel dedicare il Rosario del Venerdì a questa unica intenzione: che il Signore salvi la Chiesa dalle conseguenze delle colpe degli uomini della Chiesa. |
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Il Magistero “luogo teologico”
● «La Dottrina sacra o della Fede viene annunziata dalla Chiesa poiché è divinamente rivelata e non è rivelata poiché annunziata dal Magistero della Chiesa.
Il Magistero non è la causa del carattere della divina Rivelazione annunziata dalla Chiesa, ma è solo uno strumento o un mezzo stabilito da Dio, per il quale il Rivelato viene interpretato e quindi da noi conosciuto con certezza» (A. Lang, Die Loci teologici des Melchior Cano und die dogmatischen Beweises, Monaco, 1925, p. 82).
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Prologo
Ho già affrontato la recente disputa su Tradizione e Magistero per far chiarezza e correggere alcune imprecisioni a) ‘in primis’ di coloro che fanno del Magistero, anche non infallibilmente assistito, un ‘Assoluto’ da credersi senza alcuna possibilità di negare l’assenso anche di fronte a due proposizioni contraddittorie[1] e b) ‘in secundis’ di coloro che annichilano il Magistero negando che sia un ‘luogo teologico’, il quale interpreta rettamente la Rivelazione, ed inoltre si permettono di criticare – senza fondamento – persino le Encicliche di Pio XII, specialmente la Divino Afflante Spiritu (1943) e addirittura la Humani generis (1950), definita comunemente “il terzo Sillabo” dopo il Syllabus di Pio IX (1864) e la Pascendi di San Pio X (1907)[2]. Mi sembra ora doveroso tornare sull’argomento per far maggior chiarezza in mezzo a tanta confusione che avvolge l’ambiente cattolico ed ecclesiale.
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IDEE CHIARE SUL MAGISTERO
Attualità della questione
Recentemente sono apparsi articoli e libri, che, per difendere la Tradizione e la Chiesa, o hanno esagerato la portata del Magistero, facendone un Assoluto (errore per eccesso) oppure lo hanno minimizzato e quasi annichilito, negandone la funzione di interpretare la Tradizione e la S. Scrittura (errore per difetto). A titolo di premessa riassumiamo quanto ha scritto in passato[1] e recentemente mons. Brunero Gherardini (cfr. Disputationes Theologicae).
Occorre evitare la premessa erronea che fa del Magistero un Assoluto e non un ‘ente creato’, un Fine e non un mezzo, un Soggetto indipendente (absolutus = sciolto) da tutto e da tutti. Niente al mondo ha la dote dell’Assoluto. La Chiesa non fa eccezione, non la sua Tradizione, non il suo Magistero e neppure la Gerarchia, Papa compreso. Si tratta di realtà sublimi, ai vertici della scala di tutti i valori creaturali, ma sempre di realtà penultime, finite, create, dipendenti da Dio, che è l’unica realtà ultima, assoluta, infinita ed increata. (Ed infatti, come vedremo, il Magistero ha la sua “regula fidei” nella Divina Rivelazione).
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