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Categoria: Anno 2008
RAPPORTI TRA STATO E CHIESA - POTERE TEMPORALE E SPIRITUALE
Avvertenza

Il modernismo politico (o errore liberale) vorrebbe la separazione tra Stato e Chiesa. In quest’articolo vedremo che l’insegnamento tradizionale cattolico dice esattamente il contrario. Purtroppo con il concilio Vaticano II (Dignitatis Humanae 8.XII.1965) la dottrina liberal-modernista è penetrata sino al vertice dell’ambiente cattolico. Anche Bene-detto XVI non ha preso le distanze da questo errore politico-sociale, anzi se n’è fatto l’alfiere particolarmente nel suo ultimo viaggio in USA (aprile 2008) in cui ha presentato la separazione tra Stato e Chiesa come modello ideale . In questo studio (diviso in tre parti) vedremo la storia della Chiesa e il suo insegnamento sino a Pio XII e costateremo l’opposizione di contraddizione tra la dottrina cattolica tradizionale e quella modernistica. Questo studio completa l’articolo sulla Regalità sociale di Gesù Cristo.
I fedeli della Chiesa sono, nello stesso tempo, soggetti di uno Stato. Il soprannaturale non è separato dalla natura e lo spirituale si trova sempre mescolato al temporale. Quindi la Chiesa deve, per assolvere la sua missione divina di insegnare, santificare e condurre le anime in Cielo, confrontarsi con società transeunti e passeggere; mentre essa rappresenta Dio che non muta né tanto meno passa e scompare (stat beata Trìnitas, dum volvitur orbis).
I problemi da risolvere sono di due ordini:
a) dottrinale: che tipo di potere hanno il Papa e la Chiesa in temporalibus;
b) storico: come si è realizzato, in concreto, questo potere dei Papi nel corso della storia.
I problemi dottrinali e storici vanno risolti e inquadrati assieme; i princìpi ci permettono di meglio focalizzare un’epoca storica e di comprenderne lo spirito, e la storia ci aiuta ad approfondire il significato dei princìpi, vedendo come essi sono nati, come si sono sviluppati e quali conseguenze hanno avuto negli individui e nella società.

1a PARTE
I-  LA CHIESA PRE-COSTANTINIANA
La dottrina politico-sociale della Chiesa dei primi tre secoli è costituita dall’insegnamento di Cristo stesso e dei suoi Apostoli. Questo insegnamento è la base evangelica su cui si fonda tutta la dottrina della Chiesa da Costantino ai tempi nostri.
L’insegnamento del Nuovo Testamento è completivo di quello dell’Antico. Quindi presuppone la vasta dottrina polìtico-sociale contenuta nell’Antico Testamento, la quale era buona ma imperfetta e doveva essere completata dal Vangelo. Inoltre l’insegnamento evangelico è pratico: “Gesù cominciò a fare e a insegnare” dice il Vangelo; quindi ba-sterà studiare gli esempi della vita di Cristo, le parabole, gli aforismi, per trovarvi una dottrina pratica e concreta della vita politica e sociale cristiana.

La vita politica del giudaismo contemporaneo a Cristo
Al momento dell’Avvento di Gesù Israele era divisa nei seguenti partiti:
1°) La destra conservatrice: i Farisei:
2°) i Sadducei
3°) il partito dei pii o spirituali: gli Esseni.
● I Farisei
Il fariseismo “era l’ intransigenza religiosa dell’israelita che non vuole infiltrazioni pagane nella vita sociale e individuale del popolo eletto. Ma siccome questa intransigenza religiosa coincideva coll’essere anche nazionalista, così il movimento cadde presto in mano ai politici, per quella naturale evoluzione di ogni programma ideale che nasce nel cuore degli entusiasti e finisce nelle mani dei positivi” . Il fariseismo perse così il suo spirito religioso, mantenne solo quello politico, razzista e super-nazionalista e cadde nell’ipocrisia sistematica o per principio. Il loro Messia era un Messia militante, guerriero, nazionalista e xenofobo, che avrebbe cacciato i romani e avrebbe ridato il Regno d’Israele al popolo eletto.
Il fariseismo si suddivideva in due categorie:
a) i Farisei prudenti o benpensanti, i quali non ritenevano che fosse giunto il momento della riscossa nazionale anti-romana, soprattutto sino a che loro fossero in vita;
b) i Farisei audaci o “arrabbiati”, i quali la pensavano diversamente; erano costituiti dal popolino ed erano in continua rivolta; da essi a poco a poco sorsero e presero piede gli zeloti, che provocarono la rovina di Israele (“Chi trop-po vuole nulla stringe”, dice il proverbio... e la storia continua...) con la distruzione del Tempio e di Gerusalemme (70 d.C.).
● I Sadducei
Erano la sinistra liberale e ellenizzante costituita da coloro che avevano perso la fede, ed anche le sue apparenze o la facciata; giudicavano impossibile ogni riscossa contro Roma e si adattavano al nuovo stato di cose, assorbendo la cultura ellenico-romana. “La mentalità sadducea era il materialismo più o meno larvato da dottrine anti-insurrezionaliste... che non vuol fastidi e, se accettavano lo straniero, non era per amore, ma per convenienza” .
● Gli Esseni
“Erano un partito di secessionisti dalla vita politica [...] si rifugiavano nell’ideale di un Messia spirituale, che vin-cerebbe il mondo non con le armi ma con la virtù [...]: intanto bisognava preparare le vie del Signore col distacco dal mondo e un’ascesi superiore” . Essi riuscivano così a sopportare meglio la dominazione romana, alla quale opponevano una resistenza passiva e non-violenta.