“Emmanuel”: Dio con noi

Noi, allora adolescenti, nei primi giorni della novena di Natale, avevamo costruito il presepio nella nostra chiesa. La vigilia di Natale lo inaugurammo con una funzione tutta per noi. Eravamo ragazzi di terza media, 13/14enni. Quel giorno il nostro parroco, don Renato, ci radunò davanti al nostro presepio. “Lo vedete, disse, questo bellissimo Gesù Bambino, che avete messo nella sua povera culla? Ebbene, voi lo sapete: è il Figlio di Dio fatto uomo per la nostra salvezza. Perché è venuto? perché lo ha fatto?”. Attese la nostra risposta: “Per amore, per nostro amore”.

E ci parlò, don Renato, dell’ amore infinito di Dio che si è manifestato nel piccolo Gesù Bambino di Betlemme: “È lì, nella culla, che è una mangiatoia, per amore. È venuto per nostro amore, per espiare il nostro peccato e restituirci la vita divina… e il Paradiso”. Pensavamo che tutto finisse con una preghiera, invece il sacerdote ci portò davanti all’altare, davanti al Tabernacolo e continuò:

Il Figlio di Dio che si è incarnato, Gesù Bambino, l’Uomo-Dio, compiuta la sua missione con il suo sacrificio e la sua resurrezione, non se n’è andato con la sua ascensione. Si è solo sottratto ai nostri occhi, ma è rimasto con noi, per sempre. Il suo divino amore ha inventato l’Eucaristia: è rimasto con noi sotto le specie del Pane e del Vino consacrati e transustanziati in Lui stesso nella S. Messa. E ora è lì, proprio Lui, Gesù vivo e vero, dietro la porticina dorata del Tabernacolo”.

Indugiò alquanto in silenzio, guardando il Tabernacolo. “Perché l’ha fatto?” ci domandò don Renato. Rispondemmo: “Per amore, per nostro amore”. Ribadì: “Gesù continua il mistero della sua Incarnazione, della sua nascita, del suo Natale nella Santissima Eucaristia, la quale è il prolungamento della sua Incarnazione, l’Incarnazione che dura nei secoli, fino alla fine del mondo, quando verrà Lui visibilmente, e lo vedremo come Egli è”.

 

Il Natale e l’Ostia

Ecco, proprio così. Sono passati decenni da quel Natale, ma non abbiamo dimenticato, anzi abbiamo approfondito il Mistero. Isaia, profetando il parto della Vergine Maria, chiamò “Emmanuel” il frutto santissimo del suo seno verginale (Is. 7, 14). “Emmanuel” significa “Dio con noi”: Dio si è fatto uno di noi, Dio è sceso fra noi e si è fatto “Emmanuel” nel Natale di 2017 anni fa: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito affinché chi crede in Lui, non muoia, ma abbia la vita eterna” (Giov. 3, 16).

Gesù ha compiuto la Redenzione, ma non ci ha lasciati. È rimasto con noi, è sempre “il Dio-con-noi”, sempre ancora di più “l’Emmanuel” nella Santissima Eucaristia. Ho visto dei Tabernacoli si cui giustamente è scritto “Emmanuel”. Nel presepio oggi deponiamo un’immagine, anche bellissima, di Gesù Bambino. Nell’Eucaristia, invece, c’è Lui vivo e vero, che ci vede, ci ama, ci fa compagnia, ci unisce a Sé, ci vivifica, non ci lascia mai soli, così che le più tetre solitudini sono riempite da Lui, i più atroci dolori sono consolati da Lui.

Matteo Talbot (1856-1925), umile operaio irlandese, terziario francescano, convertito dall’alcoolismo alla santità. oggi “Venerabile”, a una signora che gli confidava di sentirsi sola perché non aveva più nessuno al mondo rispose: “Sola? come può sentirsi sola con Gesù vivo nel Tabernacolo?”. Il piccolo seminarista Rolando Rivi (1931-1945), vissuto a S. Valentino di Reggio Emilia in un periodo in cui seminaristi e preti erano odiati e cercati a morte, a chi gli raccomandava di essere prudente, di non stare per strada da solo, di non portare la veste talare da lui tanto amata, rispondeva: “Io solo? Solo mai! Stamane ho ricevuto Gesù-Ostia. Ora vado da Lui a restituirgli la visita nel Tabernacolo!”. Gesù Eucaristico gli diede la forza di immolare la vita per Lui, nel martirio, sotto il piombo dei comunisti senza-Dio, a soli 14 anni. Silvio Dissegna (1967-1979), Poirino-Torino, fin dal Battesimo era un piccolo angelo in carne grazie a Gesù-Ostia, ma, ammalatosi di cancro, con Gesù Eucaristico ricevuto ogni giorno, fece della sua piccola vita un’offerta a Dio per le anime e per i sacerdoti, morendo a soli 12 anni. Oggi è riconosciuto eroico nelle sue virtù e quindi “venerabile”.

Sì, l’Ostia consacrata, Gesù-Ostia continua il Natale. Grazie all’Ostia, che è Gesù stesso, è Natale ogni giorno. Terminata la celebrazione della S. Messa, Gesù continua ad essere presente, vivo e vero, con il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità nell’Eucaristia. I Vangeli, l’ Apostolo S. Paolo, i Padri della Chiesa, i Pontefici lungo duemila anni di storia, lo hanno ribadito, illustrato, difeso, annunciato al mondo.

Fra le eresie del nostro tempo c’è anche questa: finita la S. Messa, Gesù non sarebbe più presente nell’Eucaristia. Da questa eresia, che risale a Lutero e al protestantesimo, o dalla dimenticanza che Gesù vive e vero continua ad essere presente nei Tabernacoli delle nostre chiese, è venuto meno in questi ultimi tempi il culto dovuto a Lui Eucaristico, così come si era sviluppato nella Chiesa fin dalle origini, e si era sempre più accentuato, in seguito al Concilio di Trento (1545-1563) e al magistero dei Papi, quali S. Pio X (1903-1914) e il Venerabile Pio XII (1939-1958), con frutti di santità e di vocazioni in mezzo ai credenti.

La Chiesa, fin dalle origini, non ha mai dubitato della Presenza reale di Gesù nell’Eucaristia anche dopo la celebrazione della S. Messa. Fin dall’inizio è stato trasmesso alla Chiesa che “si deve onorare con un’unica adorazione il Verbo di Dio incarnato (venuto tra noi a Natale) e la sua Carne” (Concilio costantinopolitano II). Sant’Agostino afferma: “Nessuno si alimenta di quella sua Carne senza averla prima adorata”.

Davvero dunque, l’Eucaristia, nei nostri Tabernacoli, è il “Presepio più vivo che esista”, è l’Eucaristia, il Dio-con-noi, il Figlio di Dio fatto uomo, il medesimo che accogliamo nel suo Natale, presente in Corpo, sangue, Anima e Divinità: Lui vivo e vero! C’è Lui là: inginocchiati con la fronte a terra e, come hanno fatto i Santi, adoralo!

 

La Carne di Maria

Il Bambino Gesù, che vedi e contempli nel presepio, è nato da una Madre sempre Vergine, Maria Santissima. Il Figlio di Dio nato da Maria è il medesimo che è vivo e vero nella Santissima Eucaristia: “Caro enim Christi caro Mariae est” (=la Carne di Cristo è davvero la carne di Maria). La Carne e il Sangue di Gesù nel Sacramento dell’altare in effetti hanno come unica sorgente il corpo e il sangue della Madre di Dio, in quanto la Carne e il Sangue di Gesù nell’Eucaristia sono sacramentalmente lo stesso Corpo da Lui assunto dalla Vergine Maria, immolato sulla croce e glorificato nella risurrezione.

Il glorioso inno della Tradizione cristiana “Ave verum Corpus natus de Maria Virgine” (=Ave, vero Corpo nato da Maria Vergine) insegna che alla radice dell’Eucaristia c’è la vita verginale di Maria, e perciò l’ Eucaristia porta anche in sé il sapore e il profumo della Vergine Madre. Gesù-Ostia è fatto con “la farina” delle fibre della Carne immacolata ed è stato impastato nel latte verginale della Madonna. È “il Pane” preparato dalla Madre della Chiesa per la vita divina della Famiglia di Dio. Gesù nella sua umanità, essendo concepito verginalmente, proviene tutto da sua Madre, ed è questa umanità tratta dalla Madre a trovarsi realmente presente e a venire offerta in sacrificio e donata a noi nella Santissima Eucaristia (S. Bonaventura, Sermo de SS.mo Corpore Christi).

È Natale: contemplando Gesù nel Presepio, sappiamo che “si è incarnato per opera dello Spirito Santo dalla Vergine Maria”, come professiamo nel Credo della S. Messa: è grazie al Fiat (=sì) della giovane e nascosta Donna di Nazareth che si è avuta l’Incarnazione del Verbo, voluta da Dio nella modalità mariana. La Redenzione ha poi portato con sé il dono dell’Eucaristia anch’essa meritata, almeno in modo remoto, dalla fedeltà e dall’amore della Santissima Vergine Madre di Dio.

Maria Santissima è pertanto Madre del Dio fatto uomo, Madre del Santissimo Sacramento, Madre dell’ Eucaristia. È Natale, amici: Gesù che contempliamo nel presepio come Bambino: Gesù che adoriamo e riceviamo in noi nella Santissima Eucaristia, ci è stato dato da Dio per mezzo del seno verginale di Maria ed è davvero l’Emanuele, il Dio-con-noi. Questo ci basta per farci santi ed essere davvero felici. A Natale comincia già il Paradiso.

Candidus