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Categoria: Anno 2019

21 dicembre 2019: XXXV anniversario della morte di don Francesco Maria Putti

In ricorrenza dell’anniversario della morte di don Francesco Maria pubblichiamo una sua lettera indirizzata a delle figlie spirituali.

Festività del S. Cuore, 1969, da Roma

Figliuole mie,

Credo che sia mio dovere, per quanto avviene e per quanto si prevede che avverrà, di darvi succintamente quelle nozioni che, in questo periodo di tristezza, possono servirvi per avere idee chiare sulla situazione religiosa attuale. Dopo aver assistito alle messe-allegre [don Putti mandò le sue figlie ad assistere ad una messa-beat affinché si rendessero conto di che cosa fossero, ndr] e aver visto indisturbate minigonne in chiesa, possiate dal male esterno rafforzare il bene che, per dono di Dio, è nel vostro cuore.

Dio, Padre amoroso e misericordioso, vi ha chiamate per il vostro bene, ma il vostro bene si attua con la preghiera, il sacrificio, la parola, l’azione, l’esempio. Egli vi ha donato i Suoi gioielli più belli che oggi sono vostri; ora però si avvicina un fallimento, forse il più disastroso da millenni: ma voi, se volete, potete ridonare i gioielli alle anime perché tale fallimento sia diminuito nelle proporzioni. Di fatto è l’Amore che chiede un po’ d’amore, non lo chiede per Sé, perché nulla Gli serve, ma per i nostri fratelli che ama.

L’attuale periodo storico è di veloce decadenza in ogni manifestazione e tale stato di decadenza ha ripercussioni su tutte le attività umane. La decadenza è il frutto dell’«io». Così vediamo realizzato il male e il brutto perché si ragiona con l’«io» e quindi per me la tale cosa, che è considerata male, è bene e la tale altra cosa che è considerata brutta è bella. Perciò, questi maestri della menzogna e della malafede e i loro seguaci vogliono confondere ciò che piace e ciò che fa comodo (nel senso di libertà tramutata in libertinaggio) con i termini di giusto, adatto, bene e bello. Di conseguenza per loro il male diventa bene, il brutto diventa bello, perché la terminologia non rispecchia più il significato comune delle parole nel senso oggettivo, ma soggettivo. In tale maniera tutto può essere brutto e bello, e così l’intendersi è sempre più difficile. Tale difficoltà di inversione non solo ha fatto capolino, ma si è inserita in troppi Ministri di Dio. La Chiesa, anche nei periodi più infausti e ingloriosi per gli uomini, che ne avevano la responsabilità, non ha mai insegnato il male. La Chiesa non può essere che santa perché santo è il suo Fondatore, le cui parole si adattano a tutti i tempi e a tutte le mentalità e gradi di civiltà. La Chiesa è legata ai cuori e all’amore dei singoli individui perciò, nonostante la cattiva volontà degli uomini di tutti i tempi per sopprimerla, è destinata per virtù dello Spirito Santo a sopravvivere, a perpetuarsi ed infine ad uscire immacolata nonostante tutte le nequizie umane.

La Chiesa attualmente è traumatizzata dagli stessi suoi figli prediletti, i suoi Ministri di ogni grado ecclesiastico, per l’«io» del singolo e alcune volte collettivo che si vuol sovrapporre al buon senso comune cioè al senso del bene e del male posto da Dio in ogni cuore: nuove concezioni teologiche identiche alle eresie dei primi tempi della Chiesa, nuove valutazioni della morale, in cui l’immorale diventa morale, un nuovo concetto di autorità e di obbedienza per la probabilità che chi ha l’autorità possa errare, salvo che non dichiari il suo insegnamento “dogma”; un nuovo concetto di supremazia della propria coscienza nel foro esterno con manifestazione pubblica, anche per le cose più piccole, e cioè: io vedo così, penso così e perciò faccio così e tu, superiore, non hai diritto di impormi differentemente (secondo loro il suddito non ha probabilità di sbagliare: lo assiste lo Spirito Santo). Conclusione: anarchia e individualismo nella collettività si sono inseriti nella Chiesa una, santa, cattolica: il tutto è preludio dello scisma.               

Ed ora esaminiamo il prurito di novità in quelle cose che cadono con più evidenza sotto i nostri occhi: prima di tutto la cosiddetta messa-beat che sarebbe più esatto chiamarla messa-allegra o messa-iniqua. Ci chiediamo: le autorità sono state sollecitate o non sollecitate da quel clero che sente la propria vita sacerdotale pesante? Portare avanti la propria missione attraverso i mezzi della grazia santificante, fonte dell’amore per Cristo che sostiene la parola e guida l’azione, nonché con il sacrificio che occorre per inserirsi lentamente e faticosamente nelle anime attraverso i Sacramenti e infine vedersi circondati dall’insopportabile proprio vuoto spirituale interiore e di conseguenza di quello altrui, tutto ciò è conseguenza del fatto che hanno dimenticato che solo i mezzi di Dio hanno la capacità di attirare le anime. Per molti il non essere circondati da gente fa valutare tutto ciò che fanno inutile e allora sono disposti a tutte le transazioni purché siano in qualche modo circondati e seguiti, non importa come, da chi, per quali cose e per quali fini. Le transazioni non degradano attualmente se stessi e non colpiscono se stessi con la sofferenza perché, se fosse così, ben saprebbero difendersi. La transazione c’è e la più logica nel campo umano è quella attuata tutta e solo a scapito di Dio e della Sua legge, quale ipocrita atto di comprensione umana, quale necessità per attirare le anime, come se i mezzi dati e lasciati da Cristo fossero insufficienti e, attualmente, anche inadatti o non corrispondenti al fine stesso voluto da Gesù Cristo: i mezzi voluti da Gesù Cristo, preghiera e penitenza, sono più pesanti e allora si preferiscono mezzi ben più allegri. Voler avere comprensione umana più di Cristo è uguale a fare il male del nostro prossimo.

San Paolo parla di tempi futuri in cui gli uomini seguiranno nuove vie per prurito di novità. Il prurito di novità è strettamente legato alla decadenza, se non ci fosse la decadenza non ci sarebbe il prurito di novità e non ci sarebbero uomini che corrono tanto disinvoltamente appresso alle favole.

È prurito di novità dare ai fedeli ciò che loro piace e fa comodo invece di dare il senso del dovere nel rapporto uomo-Dio. È favola voler dare ai fedeli se stessi con un Cristo addomesticato, invece di dare il Cristo immutabile, perché dare Cristo è faticoso e dare se stessi è glorioso. È favola voler adattare Dio alla iniquità umana più di quanto Egli si è voluto adattare accettando l’umanità, perché il frutto è la confusione delle coscienze.

Opponiamo ai cannoni i Rosari e mettiamo le mani giunte al posto di quelle che impugnano le armi. "San Luigi Orione"

C’è da notare che le persone attirate in questo nuovo corso di cose esterne, che dovrebbe influire nell’interno in bene, non solo non cambiano mentalità, ma anzi attraverso l’attuazione di ciò che a loro piace e gli fa comodo, viene rafforzata la loro mentalità, essendo anche il buono e il bello scesi al loro basso livello: in sostanza a tale livello non esiste più né il buono né il bello. Sicché, senza esatti concetti di buono e di bello, è impossibile qualsiasi conversione di tenore di vita e, infatti, queste conversioni non esistono. E così adattando Dio all’uomo si allontana l’uomo dalla vera comprensione delle cose di Dio, e l’atto di delinquenza è totale per chi si rende conto di ciò e seguita ugualmente ad agire in questo binario improduttivo ai fini di Dio e delle anime.

Le autorità ecclesiastiche responsabili, non tutte ma alcune, si rendono conto di tale stato di cose, ma poiché molti anche fra loro, vivono per il proprio “io”, non vogliono avere grane e seccature, e così assecondano e facilitano magnificando la bolla di sapone, come una trovata geniale da loro valorizzata e protetta. Le grane e le seccature potrebbero portare invece delle complicazioni che interromperebbero la carriera e tante altre cose tutte umane. In una parola, l’interesse di Dio viene di fatto trascurato perché tale interesse, in troppi gradi di responsabilità, è in antitesi con il proprio “io”. Cristo è il velo per coprire il proprio “io”.

Sembra incredibile eppure con i fatti è così:

1) Dimostrano di non capire che cosa sia la S. Messa. La S. Messa è il sacrificio reale e perpetuo di Cristo che si rinnova: è sacrificio dalla nascita fino alla morte; è un doloroso epilogo, pieno di tristezza reale per la Sua vita e per la nostra irriconoscenza: Giuda, Caifa, il Sinedrio, Pilato e i torturatori ci hanno rappresentato. Nella S. Messa c’è un binario parallelo di gioia e questa proviene dai frutti del supremo sacrificio: Egli resta con noi per aiutarci e affinché sia Pietro a rappresentarci con la sua fragilità e i suoi slanci di sincero amore.

Con un paragone molto improprio, potremmo dire che con la S. Messa assistiamo alla vita dolorosa e alle esequie di un nostro fratello che si è totalmente sacrificato per noi e da questo sacrificio noi ne stiamo ritraendo tutti i vantaggi di ogni genere, che vanno al di là del tempo con conseguente tristezza e gratitudine nel nostro animo e proponimento di attuare con amore i suoi desideri. In tali circostanze non staremmo certo ad organizzare un allegro convivio in onore del defunto, con chiassose musiche, simili o consimili a ritmi danzanti e con canti inadatti, solamente perché quelle musiche e quei canti ci attirano o attirano altre persone per fare numero. Queste persone non sono in grado di rendersi conto di che cosa sia stato questo supremo sacrificio e a quale prezzo sono stati tratti i vantaggi. Se per un nostro caro defunto tale azione desterebbe nel nostro animo la più profonda riprovazione, non si capisce come mai per Cristo vada tutto bene e tanto bene

Infine si potrebbe dire che è inadeguato e indegno per chi si rende conto del periodo di decadenza in ogni manifestazione dell’arte, offrire il peggio a chi ha diritto di ricevere il meglio; e si offre il peggio solamente perché piace al decaduto: in tal caso sarà opportuno educare il decaduto e non certo accettare e adeguarsi al decaduto e si compie l’ingiustizia di spodestare ciò che è bello e buono. Mi riferisco alle musiche, quadri ecc.

Molti religiosi a suo tempo si sono preoccupati più del numero che della qualità, più della potenza economica che della fiducia nella Provvidenza. L’una e l’altra cosa materiale, con la volontà e i mezzi umani sono state moltiplicate, ma in sostanza non sono altro che una accozzaglia di persone benestanti che usufruiscono di ogni comodità e che sarebbe molto meglio che non ci fossero. E così è per chi è ansioso di vedere la chiesa piena, ad ogni costo, con una accozzaglia di persone attirate con ogni transazione, dando ciò che non è di Dio e che è controproducente per tutti loro.

In Italia sono quarant’anni che si insegna la religione nelle scuole, eppure l’Italia è il paese dove esistono teorie materialiste e indifferenza (quando poi non è avversione) verso la religione più che in ogni altro paese. Giustamente, sacerdoti stranieri si domandano come è possibile un fatto simile? E come si spiega? In un solo modo: la religione non è stata insegnata!

2) Altro fattore indice della decadenza è la perversione nell’ordine generale e particolare con l’indecenza dilagante e degradante. I fautori delle transazioni fingono di non accorgersi che la chiesa, casa di Dio e luogo di preghiera, dove Cristo è presente, si sta trasformando in luogo di esposizione permanente del proprio corpo con tutte le conseguenti risonanze morali per chi vede e, attratto, guarda, nonché per colei che si sente guardata, senza poi tener conto del cattivo esempio che viene dato proprio nella casa di Dio.

A giustificazione si dice “che siano le autorità responsabili a dare disposizioni”, come se occorressero disposizioni per tutelare la morale, per evitare un peccato, per rispettare la casa di Dio e per non tramutarla in un luogo di attrazione e occasione di peccato. Viene spontaneo considerare che coloro che al tempo di Cristo, tramutarono il quadriportico del tempio in una spelonca di ladri, fatto il confronto di quanto avviene oggi, erano dei galantuomini. Cercavano in fin dei conti il denaro, imbrogliando chi potevano, mentre oggi nella casa di Dio non si ruba il danaro ma si rubano le anime che valgono tutto il sangue di Cristo. I furfanti furono scacciati dal Tempio dallo stesso Cristo, ma i Ministri di Dio non scacciano le ladre di anime anzi sono ammesse ed accolte e si amministrano loro anche i Sacramenti.

Si dice anche che se si mandano via tutte le persone vestite indecentemente, in chiesa non rimane più nessuno. Ciò non è vero, ma sarebbe molto meglio della profanazione.

Tuttavia, ammesso e non concesso, c’è da notare che i tutori della legge di Dio attuano la legge di Dio non come vuole la stessa legge, ma come vuole il delinquente che agisce fuori della legge di Dio, e non si avverte neanche che agisce fuori della legge di Dio. Ciò è un assurdo! Si dice infine che oggi tutte sono così vestite e perciò non ci si fa più caso. Sicché la concupiscenza sarebbe tramontata. L’umanità da sola ha trovato il suo talismano di equilibrio e la sua perfezione indipendentemente dalla legge morale che viene da Dio. Allora il pudore è uguale all’impudicizia, la vergogna è uguale alla sfacciataggine, l’esposizione è uguale alla riservatezza, lo scoprirsi è uguale al coprirsi.

In conclusione secondo certa gente, preti non esclusi, la Chiesa avrebbe abdicato a diverse virtù, non sarebbe più virtù necessaria la modestia, il pudore, la riservatezza per evitare il turbamento e per mantenere la castità. Questa certa gente a sostegno della loro tesi portano gli esempi di alcune popolazioni africane selvagge, che vivono nude nella semplicità e di alcune popolazioni non ricche che hanno, in virtù della civiltà progredita, superate queste arretratezze oscurantiste. Un missionario venuto dall’Africa giorni or sono ha detto che appena i selvaggi hanno avuto e indossato i primi indumenti, proprio perché era già vivo in loro il senso del pudore, non vogliono più stare scoperti.

Per quanto riguarda i frutti della civiltà progredita, l’Inghilterra, che è considerata la prima, ha legalizzato il terzo stato civile oltre al celibe o nubile e quello di coniugato. I fatti dimostrano che non ha superato le arretratezze ma è precipitata nel completo oscurantismo morale. Perciò la malafede fa sempre mentire: arte diabolica.

Si dice infine che una ragazza moderna non può esimersi dalla moda che abbraccia ormai tutti i gradi sociali. E allora, se la moda detterà il bikini, quale logica conseguenza, si dovrà accettare in chiesa senza tener conto che la vita cristiana è anzitutto testimonianza e se una persona non vuole rinunciare, almeno parzialmente, alla moda per Cristo (ma sarebbe più esatto dire per il suo bene) a che serve che questa persona venga in chiesa: non si acquisterà certamente un merito anzi si acquisterà una colpa per sé e per gli altri.

Spesso si vorrebbe sapere il motivo per cui non si reprimono talune deviazioni gravi e altre che potrebbero avere carattere di alta gravità. È impossibile dare una risposta precisa perché è impossibile saperlo. Quello che è certo perché è evidente dai fatti, è che non c’è la volontà di usare la propria autorità per reprimere; i motivi possono essere tanti e tutti probabili: accettare ciò che si reputa un male minore temendone uno maggiore, prudenza umana, insipienza, incapacità, cattiveria, trascuratezza, sfiducia, egoismo, proprio tornaconto; ma la più plausibile spiegazione è che la fede è scesa al servizio dell’«io» e, con la scusa di servire Dio, servono male il fratello. Il fariseo è persona dabbene a confronto di certa gente piena di malafede e senza fede.

Constatata l’esistenza di tanta triste situazione per quello che per ora colpisce maggiormente la nostra sensibilità di figli di Dio (ma verranno in séguito cose peggiori), viene spontaneo domandarsi: “di questo passo dove si andrà a finire?”. Di questo passo in breve tempo si cadrà nel baratro, il lassismo prende e seguiterà a prendere il sopravvento, la confusione delle coscienze diventerà totale, la torre del Cristianesimo sarà circondata dalla nuova Babele dell’«io», i valori divini, umani e sociali saranno sovvertiti. Solo chi con perseveranza, amore e dolore volgerà lo sguardo a Cristo Crocifisso e a Lui resterà unito non sarà trascinato dalla corrente impetuosa che tutto vuol sommergere nella sua melma, affinché tutto crolli e tutto sia imbrattato nel putrido fango. Tuttavia anche il Cristo Crocifisso si deve guardare senza alcuna transazione, sorreggendosi vicendevolmente.

La cosiddetta messa-beat è il sacro che si confonde con il profano perciò non bisogna parteciparvi. Qualora poi accadesse, come già sarà accaduto, che si incontrano persone che osannano alla messa-beat e alla minigonna (sono ambedue allo stesso basso livello e figlie della decadenza) vi sono tanti sani argomenti da esporre evitando di parlare delle singole persone. Si possono giudicare e condannare i fatti per il male che producono, invece le persone le giudica Dio e Lui solo sa quale parte del Salmo 27, sulla sorte dei buoni e dei cattivi, è scritta per loro.

In nome di Dio una sola cosa è certa: noi siamo sulla retta via.

Nel Suo nome vi benedico affinché vi mandi il Suo Angelo che vi sia di guida, scorta e sostegno.