Anno 2019

SII FORTE!

Seconda Parte

Militia Est Vita Hominis Super Terram

 “La vita dell’uomo è una battaglia” diceva Giobbe. Noi stessi constatiamo che in questa vita vi sono certamente delle gioie, ma anche molte sofferenze da affrontare. Tuttavia vi è un rimedio per sormontare facilmente ogni difficoltà: dobbiamo attraversare la via di questo mondo, che conduce all’eternità, con fortezza, tenendo soavemente la mano di Dio, ossia vivendo in grazia di Dio e pensando continuamente che Dio abita nella nostra anima e si prende cura di noi. Se non ci lasciamo sopraffare dalle preoccupazioni di questo mondo, ma le affrontiamo coscienti di essere tenuti per mano da Dio, che passo per passo ci fortifica e ci conduce sino alle soglie dell’eternità, allora tutto si semplifica e si ottiene la pace dell’anima e la fiducia nella divina Provvidenza.

AGGIORNAMENTO ICONOGRAFICO

Scrittura, Tradizione e Iconografia preconciliare

Domenica 29 settembre abbiamo festeggiato S. Michele Arcangelo. Tutti conoscono la sua storia: egli “anatemizzò, si scontrò e lottò”  contro Lucifero – il più bello e intelligente tra tutti gli Angeli – il quale pretese di farsi simile a Dio urlando: “Non obbedirò” al comando del Signore (cfr. Giuda., 1, 9 Apoc., XII, 7): ossia non voglio riconoscere la mia dipendenza da Dio e preferisco l’inferno piuttosto che abbassarmi davanti a Lui (cfr. S. Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, I parte, questione 62, articolo 1 e 2; questione 63, articolo 3; questione 64, articoli 1-4). Allora si fece una gran battaglia in cielo e S. Michele gridò: “Chi è come Dio?” (Ivi); cioè ogni creatura anche la più nobile – come l’Angelo che è un puro spirito, ma ha ricevuto l’essere da Dio – è infinitamente inferiore al Signore, dipende da Lui, gli deve sottomissione e non può pretendere di “farsi simile a Lui / Eritis sicut Dii” (Gen., III, 5).

“Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà” (Ap. 1, 7)

Per noi credenti ad oltranza, trovandoci indifesi ed in grande sofferenza morale, specialmente nell’ Occidente post-cristiano, questa frase dell’Apocalisse non è soltanto incoraggiante, ma anche motivo di consolazione, perché ci invita ad aspettare con fiducia la liberazione dai nostri nemici in quanto che da essi ci sentiamo “derubati” dei tesori tradizionali della nostra Fede.

Si tratta di una lotta subdola e capillare in gran parte condotta dai mass-media, molto efficace in ambito ideologico e pratico, che coinvolge ampiamente l’opinione pubblica per portare l’umanità, sempre più povera di valori cristiani, nell’ abisso della perdizione. Una situazione che sfugge al grande pubblico, ma che sta sottraendo a Dio molte anime destinate alla vita eterna.

Si tratta forse delle ultime vittime dei nemici di Dio, perché molte circostanze ci inducono a pensare – il “calendario celeste” resta sempre misterioso – di essere vicini alle ultime battute di un doloroso capitolo della storia umana, prima della sua conclusione.

Non perché siamo prossimi alla fine del mondo, ma perché siamo alla conclusione di un lungo periodo concesso a satana per contrastare con ogni mezzo l’opera di Dio: dovremmo essere abbastanza vicini alla manifestazione dell’anticristo con il suo breve regno, ultima prova drammatica per vagliare l’appartenenza o meno delle nostre anime al Creatore.

Con la seconda venuta di Gesù sulla terra, l’umanità sarà liberata finalmente da tutti i suoi nemici! Anche se pochi ne parlano, il ritorno di Gesù fa parte della Dottrina cattolica tradizionale, per cui è lecito parlarne senza divieti, con prudenza, perché l’argomento è sempre difficile da valutare e le Scritture possono prestarsi ad ambigue esegesi.

L’incertezza sugli avvenimenti degli ultimi tempi è certamente voluta da Dio per il nostro bene, perché possiamo evitare false interpretazioni; infatti, si tratta di fatti che possiamo anche modificare a nostro favore con la conversione, la preghiera e la rinuncia al peccato.

 

Incertezze dottrinali

Tra le notizie proposte al pubblico anche in modo improvviso o drammatico, tramite i media, ci possono essere anche fatti sconvolgenti: i padroni del mondo – che obbediscono a satana – possono provocare o favorire, come è successo in passato, false o tragiche situazioni allo scopo di preparare il terreno ad accogliere l’anticristo, come un nuovo messia per rimettere ordine nel mondo, colpito all’improvviso dal caos economico e sociale.

Oggi è lecito e logico supporre che l’anticristo possa essere un personaggio costruito dalla massoneria, la vera forza trainante e dominatrice del mondo economico-finanziario, politico ed anche “religioso”, che domina il mondo tramite le nazioni più potenti e ricche.

Inoltre, in prospettiva futura, ma di cui possiamo vedere delineate già le premesse, è l’atteggiamento ambiguo della Gerarchia su vari problemi, tra cui quello sull’immigrazione selvaggia degli islamici verso l’Europa: stiamo vivendo un tempo d’attesa che solo Dio sa valutare e che i padroni del mondo stanno realizzando in silenzio, a nostra rovina. Ma Dio sa trarre il bene anche dal male, utilizzando la generosa e contestata accoglienza dei governi europei in una provvidenziale “preparazione” alla conversione in massa dei mussulmani a Cristo, al tempo opportuno.

Un’anomalia riguarda il silenzio circa la sorte dell’uomo post mortem, destinato al Regno di Dio e da alcuni moderni “teologi” attribuito in modo automatico anche ai non battezzati, agli atei, oppure ai luterani, anglicani, calvinisti, testimoni di Geova, islamici, buddisti, induisti, ecc. Infatti la misericordia di Dio sarebbe infinita ed accoglierebbe gratuitamente, donando senza conversione e senza pentimento il Paradiso a tutti, meritevoli o meno!

Un altro segno, che ci introduce in un clima di incertezza, è lo strano silenzio delle autorità religiose sui nemici di Dio – massoni e comunisti – che da tempo infestano il mondo.

A proposito di tali nemici che occupano i seggi più prestigiosi della società, non solo civile, e dei pericoli che corrono i battezzati che vivono lontano dai Comandamenti di Dio, cioè del clima di apostasia diffusa, non ci sono denunce o proteste da parte del clero… Inoltre, come si può giustificare il fatto che dopo il Concilio sia stata abolita la preghiera a S. Michele Arcangelo che il sacerdote recitava in ginocchio alla fine di ogni celebrazione eucaristica? a chi dava fastidio?

 

L’abominio della desolazione

Ma, il peggio forse dobbiamo ancora vederlo. Infatti, è in programma la massima ingiuria contro la Trinità che provocherà proteste e ribellioni da parte dei credenti, presbiteri, consacrati e laici e rinviata forse per questo alle decisioni dell’anticristo. Come, infatti, modificare, impunemente, la Formula della consacrazione del pane e del vino che il sacerdote proclama con solennità al momento centrale della celebrazione eucaristica, in modo da impedire che diventino il Corpo e il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo? Il gesto tanto grave e blasfemo potrebbe essere imposto solo dall’anticristo, altrimenti sarebbe suscettibile di ribellione da parte dei presbiteri, completando in tal modo l’abominio della desolazione, prevista dai Vangeli (cfr. Mt 26, 26-29).

Per questo abominio non si potrebbe nemmeno applicare il metodo della gradualità e della preparazione psicologica, necessaria all’ opinione pubblica per assimilare le novità importanti e sgradevoli, come è in uso per preparare il pubblico ad accettare eventi clamorosi e traumatici.  

La psicologia moderna, infatti, ha adottato un metodo particolare, favorito oggi dai media, chiamato “Finestra di Overton”, dal nome dell’ autore americano che l’ha descritto come metodo efficace per introdurre novità sgradevoli o traumatiche per il grande pubblico: si tratta di far accettare alla gente la condizione nuova ed ostica, con il metodo della gradualità, in sei tappe ben calibrate.

Nel caso dell’abominio della desolazione, profetizzato dai Vangeli, la questione è di fondamentale importanza per i cattolici, per cui la sua realizzazione sarà forse rinviata ai tempi dell’anticristo, perché solo in quel periodo si tenterà la liquidazione definitiva della Chiesa. Saranno allora i tempi decisivi per l’intervento del Figlio di Dio, diretto a salvarla con il suo clamoroso intervento, che scuoterà il mondo intero, a cominciare dai suoi nemici tradizionali, allorquando sarà giunto il tempo di gridare: “Basta!”.

Infatti, per la realizzazione dell’ abominio della desolazione non sarebbe prevista l’utilizzazione della Finestra di Overton, perché sarà sufficiente il metodo drastico, realizzabile con la dittatura dell’anticristo, massima espressione d’oltraggio a Cristo e alla sua Chiesa!

Il tempo attuale è chiaramente un tempo di preparazione e di attesa che il Signore ci concede, secondo un misterioso disegno di misericordia, per cui dobbiamo utilizzarlo con saggezza e con prudenza per essere pronti, non solo ad affrontare il futuro incerto, ma per essere anche d’esempio per molti, scuoterli dal torpore e prepararli ad affrontare ogni evenienza.

Tutti dovranno trarre delle conclusioni ispirate dalla misericordia di Dio. Ciascuno nella propria coscienza potrà decidere da che parte schierarsi. Grande gioia e gratitudine esprimeranno i credenti che hanno atteso con fiducia. Gli indifferenti avranno validi motivi per recuperare in pieno il dono della Fede. Gli increduli soffriranno molto per la loro indifferenza verso l’infinita bontà di Dio. Molti peccatori impenitenti si inginocchieranno e chiederanno pietà e perdono. Gli operatori di iniquità saranno in grave sofferenza e vorranno scomparire all’istante.

 

La S. Vergine Maria, profetessa degli ultimi tempi

Nella seconda metà dell’Ottocento, San Giovanni Bosco (1815-1888), nei suoi sogni profetici aveva previsto che negli ultimi tempi sarebbero state “protagoniste” della storia della Chiesa le “tre bianchezze”, oggi in fase di contestazione, protagoniste comunque a pieno titolo, ma anche sempre più squalificate o denigrate, nel clima attuale d’apostasia, prevista da S. Paolo (cfr. 2a, Ts 2, 3).

Le tre bianchezze coinvolte nella profezia di S. Giovanni Bosco sono:

1) L’Eucaristia, la grande ostia bianca consacrata dalle parole del sacerdote nella celebrazione della S. Messa e diventata il Corpo di Cristo

2) L’Immacolata, la Madre di Dio, che per volere del Figlio Gesù è inviata nel mondo come profetessa degli ultimi tempi e mediatrice di tutte le grazie.

3) Il Papa, vestito di bianco, Vicario di Cristo in terra, assistito dallo Spirito Santo e venerato dai credenti, quando rimane fermo nella Tradizione, senza deviazioni.

Le tre bianchezze, oggi non sempre apprezzate dai cristiani e molto osteggiate dai nemici della Chiesa, sono talvolta anche svalutate da non pochi fedeli, in attesa forse dei grandi eventi, quando si verificheranno quelle condizioni predisposte dalla divina Provvidenza con il ritorno in massa degli indifferenti verso la Chiesa cattolica, fondata sulla roccia di Pietro.

Fondamentale, oggi, nell’economia della salvezza è l’Immacolata nel suo ruolo di Regina dei Profeti, inviata dal Cielo per comunicare all’umanità l’amore di Dio con la sua ultima e urgente chiamata alla conversione, rivolta specialmente ai lontani e proclamare solennemente al mondo l’unica Verità salvifica, impersonata da Gesù Cristo.

Tutto ciò in risposta alle menzogne dei precursori dell’anticristo, svuotando di significato gli sforzi degli ecumenisti e dei falsi profeti, vanificando il progetto di equiparare tutte le religioni.

  1. Luigi Maria de Montfort (1673-1716) già scriveva nel “Trattato della vera devozione a Maria: La salvezza del mondo ebbe principio per mezzo di Maria; per mezzo di Maria deve avere anche il suo compimento. Nella prima venuta di Gesù Cristo, Maria quasi non comparve, perché gli uomini ancora poco istruiti e illuminati sopra la persona del suo Figlio, non si allontanassero dalla verità attaccandosi troppo sensibilmente e grossolanamente a Lei, come sarebbe probabilmente accaduto – se Ella fosse stata conosciuta – a causa dell’incanto meraviglioso che Dio le aveva conferito anche all’esterno. Ma, nella seconda venuta di Gesù Cristo, Maria deve essere conosciuta e rivelata dallo Spirito Santo affinché per mezzo di Lei Gesù Cristo sia conosciuto, amato e servito. Non esistono più, infatti, i motivi che determinarono lo Spirito Santo a nascondere la sua sposa mentre essa viveva quaggiù e a manifestarla ben poco anche dopo la predicazione del Vangelo”.

La Chiesa cattolica, attraverso i legittimi successori degli Apostoli, dovrebbe assumersi la responsabilità – come suo imprescindibile dovere – di informare non solo i battezzati circa le profezie bibliche sugli ultimi tempi, ma anche le nazioni non cristiane, in quanto tutta l’umanità deve essere salvata e quindi informata, quale protagonista degli avvenimenti apocalittici. Noi siamo, comunque, fiduciosi nell’intervento di Dio al momento stabilito!

Ciò non dispensa i credenti e specialmente i devoti della Vergine Santissima di pregare con il cuore assiduamente il santo Rosario per ottenere la conversione dei lontani.

Marco

21 dicembre 2019: XXXV anniversario della morte di don Francesco Maria Putti

In ricorrenza dell’anniversario della morte di don Francesco Maria pubblichiamo una sua lettera indirizzata a delle figlie spirituali.

Festività del S. Cuore, 1969, da Roma

Figliuole mie,

Credo che sia mio dovere, per quanto avviene e per quanto si prevede che avverrà, di darvi succintamente quelle nozioni che, in questo periodo di tristezza, possono servirvi per avere idee chiare sulla situazione religiosa attuale. Dopo aver assistito alle messe-allegre [don Putti mandò le sue figlie ad assistere ad una messa-beat affinché si rendessero conto di che cosa fossero, ndr] e aver visto indisturbate minigonne in chiesa, possiate dal male esterno rafforzare il bene che, per dono di Dio, è nel vostro cuore.

Indice-Sommario 2019 anno XLV

 

Idolatria in Vaticano?

Idolatria

L’Idolatria (dal greco “Eìdòlon/ Idolo” più “latreìa/adorazione”) è l’ adorazione degli Idoli. Ora l’adorazione (con la quale si riconosce che la Persona adorata è il Creatore onnipotente al quale noi dobbiamo l’esistenza e l’agire) è dovuta solo a Dio, che è l’Unico Ente infinito, Creatore del cielo e della terra. Quindi l’Idolatria, cioè adorare un idolo (dal greco Eidòlon/simulacro, forma, immagine, statua) fatto dalla mano dell’uomo è un gravissimo peccato contro la virtù di Fede e il 1° Comandamento: “Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio al di fuori di Me”.