Anno 2016

Il comandamento dei “tempi nuovi”: non discriminare

La tentazione ricorrente di contraffare il Vangelo, riducendolo ad un insipido moralismo, è ispirata dalla suggestione che induce non pochi “cattolici” a reputare la tolleranza dogmatica, che stima buone tutte le dottrine, il supremo criterio direttivo del comportamento personale e sociale.

“Il sacerdote è per il sacrificio”

Don Edward Poppe (1890-1934), nativo di Morzeke (Belgio) fu “sacerdote di fuoco”, ma dalla vita breve (solo 44 anni). Oggi è beato anche grazie alla sua biografia voluta subito dopo la sua morte dal card. Mercier e scritta da mons. Odilon Jacobs, suo amico.

SAN PIO X MOTU PROPRIO “SACRORUM ANTISTITUM”  (1° settembre 1910)

La storia della Chiesa ci insegna che non pochi vescovi, durante il pontificato di papa Sarto, hanno ingenuamente  sottovalutato la gravità del pericolo modernista e ne hanno permesso la sopravvivenza. Esso, così, ha continuato a serpeggiare segretamente; poi cautamente è rinato pian piano sotto forma di nouvelle théologie o neomodernismo negli anni Trenta/Quaranta ed è stato condannato energicamente nel 1950 da Pio XII (Enciclica Humani generis); ma,

IL CELIBATO ECCLESIATICO

Un infelice risposta di papa Bergoglio a un giornalista ha lasciato intendere che la legge sul celibato ecclesiastico potrebbe essere oggetto di revisione, se non di abolizione. Ora il cardinal Alfonso Maria Stickler nel 1994 pubblicò in italiano un libro interessantissimo intitolato Il celibato ecclesiastico. La sua storia e i suoi fondamenti teologici (Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana).

ULTIME ESTERNAZIONI DI JOSÈ BERGOGLIO

L’elogio di Marco Pannella

«Marco Pannella è una persona […], di cui non si poteva non apprezzare l’impegno  totale e disinteressato per nobili cause […]. Lo ricordo con stima e simpatia. Pensando che ci lascia un’eredità umana e spirituale importante» (padre Federico Lombardi, portavoce di Francesco I, Radio Vaticana, 19 maggio 2016).

GIOVANNI XXIII, PAOLO VI, GIOVANNI PAOLO II, FRANCESCO I E LA MODERNITÀ

1°) Giovanni XXIII nel Discorso di apertura del Concilio (11 ottobre 1962) disse: “feriscono talora l’ orecchio suggestioni di persone […]  che nei tempi moderni non vedono che prevaricazione e rovina; vanno dicendo che la nostra età, in confronto con quelle passate, è andata peggiorando. […]. A Noi sembra di dover dissentire da cotesti profeti di sventura[1],