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Categoria: Anno 2015

SI PUÒ ESSERE GUÉNONIANI E CATTOLICI?

Infiltrazione guénoniana negli ambienti cosiddetti “tradizionalisti”

René Guénon  (nato a Blois in Francia il 15 novembre 1886 e morto al Cairo in Egitto il 7 gennaio 1951) esercita ancor oggi un’ influenza innegabile e, purtroppo, talvolta assai profonda in ambienti legati anche alla Tradizione cattolica (cfr. E. Valtré, La droite du Père. Enquete sur la Tradition catholique aujourd’ hui, Parigi, Guy Trédaniel, 1994).

 

Guénon, pur essendo massone, collaborò a varie riviste cattoliche e monarchiche di tendenza antimassonica e tradizionale. Tuttavia si ebbe ben presto la reazione di cattolici neotomisti (la ‘Revue Internationale des Societès Secretes’), che costrinsero Guénon a battere in ritirata in Egitto (non dopo aver fatto vari danni in ambiente cattolico tradizionale).

Oggi molti guénoniani, come ammette anche la rivista Le Sel de la terre dei Domenicani di Avrillé, si sono infiltrati negli ambienti “tradizionalisti” (v. Le Sel de la terre, n° 13, eté 1995, pagg. 34-35). Tuttavia vi è una radicale inconciliabilità tra guénonismo (ed ogni forma di esoterismo in genere) e Cattolicesimo. Infatti Guénon, si presenta come un autore “spirituale”, apportatore di una saggezza orientale superiore anche a quella della Chiesa cattolica! Egli disprezza l’idea di Salvezza o Dannazione eterna, propria del Cattolicesimo, e si fa assertore di una gnosi o “metafisica” che conduce all’identificazione suprema con l’Assoluto indifferenziato, una sorta di “Dio” impersonale e immanente.

La natura della spiritualità guénoniana

Per svolgere questo tema mi baserò sull’interessante articolo di Antoine de Montreff, un ex-guénoniano convertitosi al Cattolicesimo (v. Antoine de Montreff, Qui a inspiré René Guénon? in «Le sel de la terre», n°13, eté 1995, pagg. 33-64).

Secondo De Montreff  la via spirituale proposta da Guénon comprende tre condizioni che formano come tre tappe (v. R. Guénon, Aperçus sur l’initiation, Villain et Belhomme-éd. traditionelles, Paris, 1973, pag. 34). La prima tappa, detta anche “iniziazione”, è attiva e si acquisisce mediante la gnosi o conoscenza esoterica, profondamente differente dalla Mistica cristiana, che è passiva ed infusa dallo Spirito Santo. La seconda tappa, che è la più importante, consiste nel ricevere un certo influsso “spirituale” durante l’iniziazione. Nell’iniziazione vi è anche la trasmissione di un insegnamento, ma la trasmissione dell’ influsso spirituale resta l’elemento principale. Nella terza tappa avviene l’iniziazione effettiva e per arrivarvi occorre la meditazione dei simboli. Un mezzo per progredire verso l’iniziazione effettiva è l’ incantazione, ben distinta dalla preghiera. Infatti essa «Non è una domanda e non suppone neanche l’esistenza di una realtà esterna...si tratta di un’aspirazione dell’ente verso l’ Universale per ottenere... un’ illuminazione interiore... Il fine ultimo da cogliersi è sempre la realizzazione in sé dell’Uomo Universale» (R. Guénon, Aperçus sur l’initiation, cit., pag. 169).

«Uno dei fini che Guénon stesso ammetteva di avere era quello di permettere ai massoni, che trasmettevano ancora un’iniziazione imperfetta e virtuale, di arrivare all’ iniziazione effettiva» (A. de Montreff, cit. pag. 42).

 

Necessità di essere collegati ad una catena iniziatica

«L’iniziazione propriamente detta consiste nella trasmissione di un influsso spirituale, trasmissione che può effettuarsi solo mediante un’ organizzazione tradizionale regolare di modo che non si potrebbe parlare di iniziazione al di fuori di un legame con tale organizzazione iniziatica» (R. Guénon, cit., pag. 53).

Ma quali sono le organizzazioni iniziatiche ancora valide nell’Europa odierna? Secondo Guénon ne restano due: la Massoneria e le Compagnonnage: «Tra tutte le organizzazioni, che si pretendono iniziatiche e che sono sparse attualmente in Occidente, ve ne sono soltanto due che possono rivendicare una origine tradizionale antica ed una trasmissione iniziatica reale; esse all’inizio non erano che una sola cosa, e sono le Compagnonnage e la Massoneria» (Ibid., pag. 41).

Mediante la catena iniziatica l’iniziato riceve un influsso spirituale la cui origine non è umana (Ibid., pag. 58). L’influsso spirituale, però, non ha nulla di magico in quanto per Guénon l’iniziazione si realizza ad un livello spirituale superiore a quello della magia, che invece opera a livello animale o psichico.

Guénon anzi disprezza coloro che ricercano poteri magici, difetto degli occidentali troppo attaccati ai fenomeni perché la magia ci lascia allo stato individuale, mentre l’ iniziazione ci fa passare dall’individualità all’Universale. Tuttavia l’iniziato deve prendere coscienza poco a poco di questo influsso spirituale, ed in questo la via iniziatica è diversa da quella religiosa: «Nel campo essoterico [esterno, pubblico], non vi è nessun inconveniente a che l’ influsso ricevuto non sia mai percepito coscientemente..., poiché non si tratta di ottenere uno sviluppo spirituale effettivo; al contrario, quando si tratta di iniziazione, le cose sono assai diverse perché, a séguito del lavoro interiore compiuto dall’ iniziato, gli effetti di questo influsso devono essere conosciuti, ed è ciò che costituisce il passaggio all’ iniziazione effettiva» (R. Guénon, Initiation et réalilisation spirituelle, Villain et Belhomme-éd. traditionelles, Paris, 1974, pagg. 48-49).

La Religione, per Guénon, mira ad assicurarci la Salvezza eterna e quindi ci mantiene nel limite dello stato individuale umano, mentre l’iniziazione è senz’altro superiore, poiché tende a farci cogliere l’ Identità Suprema con l’Assoluto incondizionato o la Realizzazione, e ciò suppone il superamento dello stato individuale e la presa di possesso di stati superiori allo stato umano. E non si tratta soltanto di entrare in comunicazione con tali stati superiori, ma addirittura di prenderne possesso (Aperçus sur l’Initiation, pagg. 27-28). Così anche l’unione trasformante della terza via cattolica dei perfetti (la Mistica) è, per Guénon, inferiore alla Liberazione che è il fine dell’iniziazione (Initiation et réalilisation spirituelle, pagg. 81-82). Perciò il fine della via esoterica è assai superiore a quello della via religiosa o essoterica, e il Paradiso cristiano per l’iniziato è troppo stretto, quasi una prigione (Ibid., pagg. 78-79).

 

Non è possibile seguire la via iniziatica senza essere collegato ad un Essoterismo

«Questo punto è molto importante e spesso è poco conosciuto. Per Guénon non è questione di restare soltanto nella via iniziatica. Bisogna nello stesso tempo praticare l’ Essoterismo, mediante una pratica religiosa. Guénon stesso praticò negli ultimi suoi anni la Religione musulmana» (A. de Montreff, cit., pag. 48). Egli affermava infatti: «È ammissibile che un essoterico ignori l’esoterismo... ma al contrario è inammissibile che chiunque pretenda di essere iniziato all’ esoterismo voglia ignorare l’essoterismo, perché il più comprende il meno» (Cfr. Initiation et réalisation spirituelle, pag. 71). Ed è per questo che i guénoniani s’infiltrano anche negli ambienti cattolici tradizionalisti in cui vivono segretamente o esotericamente la loro iniziazione in maniera pubblica o essoterica.

 

L’influsso spirituale non è una grazia che viene da Dio

Se l’influsso spirituale dell’ iniziazione effettiva non è una grazia che viene da Dio restano due alternative: o è un’auto-suggestione o è un influsso che viene da un Angelo. Infatti al di sopra dell’uomo vi sono solo Dio o gli Angeli. «La prima soluzione [l’autosuggestione] è possibile in teoria, e ci si può augurare che molti di coloro che si sottomettono alla cerimonia d’iniziazione non ricevano nulla. Ma è molto più probabile che, l’iniziato riceva effettivamente un “influsso spirituale di origine non umana”. È l’opinione dei migliori conoscitori della Massoneria, come Charles Nicollaud, autore de L’initiation maçonnique (Perrin, Paris, 1931) con prefazione di Mons. Jouin: “Questi fatti straordinari [la presenza sentita di Satana] sono il triste privilegio di pochi. Essi sono i Superiori Incogniti, come li chiamava la Setta nel XVIII secolo. Agenti diretti di Satana, sono i suoi strumenti abituali, ed è mediante loro che penetra e influisce nel seno delle società segrete. Sono i preti della Contro-Chiesa. La Chiesa di Cristo ha i suoi santi; Satana, la scimmia di Dio, ha i suoi iniziati” (pag. 145)... Ci si obietterà che tale influsso spirituale potrebbe provenire da un Angelo... Ma gli Angeli [buoni] sono i ministri di Dio... Se agiscono sugli uomini, è per condurli a N. S. Gesù Cristo e alla sua Chiesa. Ora la lotta contro la Chiesa è una costante della Massoneria... ed il caso di Guénon ci ha dimostrato che l’iniziazione, lungi dal condurlo a conoscere meglio la SS. Trinità, N. S. Gesù Cristo e la sua Chiesa, l’aveva condotto ad una specie di ebetudine intellettuale nei loro riguardi e all’Apostasia» (A. de Montreff, cit., pagg. 57-58). Guénon, infatti, nato cattolico, educato da cattolico, si fece musulmano, dopo aver incitato per anni i suoi amici e corrispondenti a passare all’Islam.

 

La causa dell’apostasia di Guénon

  1. Tommaso insegna che «l’ incredulità nasce dalla superbia» (S. Th. II-II, q. 10, a. 1, ad 3um). Essa è il più grave dei peccati dopo l’odio di Dio. La vera ragione di una scelta erronea da parte dell’uomo riguardo il suo fine ultimo va ricercata dunque nelle opere cattive, nella vita cattiva, nell’atto disordinato della volontà che può essere anche soltanto interno, come l’orgoglio intellettuale. Fu l’orgoglio e la vita cattiva che impedirono ai nemici di N. S. Gesù Cristo di credere in Lui: “venne al mondo la luce e gli uomini amarono le tenebre più della luce perché le loro opere erano malvagie” (Gv. III, 19).

Le opere cattive non sono soltanto l’immoralità grossolana, ma anche l’immoralità sottile: l’esaltazione del proprio “Io”, la ricerca della gloria umana e dell’onore del mondo. Come il ladro fugge la luce ed ama le tenebre per poter agire indisturbato, così l’orgoglioso odia la luce, la dottrina pubblica ed ama le tenebre, la dottrina e la pratica esoterica che coprono la sua dottrina infera e la sua condotta perversa, ed odia la luce perché smaschererebbe la sua perversità interna e nascosta (v. Giov. cit,) Si può quindi concludere che la vita cattiva è la causa di ogni incredulità e soprattutto di quella degli eresiarchi e dei “grandi iniziati”, quale fu René Guénon.

Come il diavolo è diventato un Angelo decaduto per la sua cattiva volontà (con la quale ha preferito affermare se stesso, pur dannandosi, anziché sottomettersi alla Volontà di Dio che gli domandava un atto di obbedienza e di umiltà), così il “grande iniziato” ha preferito rifiutare la dottrina pubblica di Gesù per poter compiacersi della sua oscura e confusa “Tradizione primordiale e comune che si perde nella notte dei tempi...” e che tanto gratificava il suo orgoglio di poter essere chiamato: Maestro! Mentre Gesù ci ha ammoniti: “Non vogliate essere chiamati Maestri. Uno solo è Maestro: il Padre vostro che è nei Cieli”.

 

Il diavolo può influire sull’ uomo? L’iniziazione

Secondo S. Tommaso e i teologi cattolici il diavolo non può agire direttamente sull’intelletto e la volontà dell’uomo, ma soltanto sui sensi esterni ed interni (memoria e immaginazione) e mediante i sensi può cercare d’influire indirettamente sull’intelligenza e la volontà (S. Th. II-II, q. 10, a. 3 in corpore; ivi, II-II q. 96, a. 1; ivi, II-II q. 97, a. 1; ivi, I q. 114; ivi, II-II q. 165 a. 1).

La cerimonia d’iniziazione potrebbe benissimo essere il punto di partenza dell’azione diabolica. «Dio lascia al diavolo una certa libertà d’azione in tali cerimonie a causa del loro carattere superstizioso: vi è infatti un’invocazione almeno implicita del diavolo ogni volta che ci si attende un effetto spirituale da una causa che da sé non può produrlo... Tali cerimonie producono i loro effetti solo nella misura in cui Dio lo permette, come punizione del peccato di superstizione. (...) Il fatto di riallacciarsi ad una organizzazione iniziatica regolare rende il peccato di superstizione ancora più grave... Ma niente impedisce al diavolo di agire anche al di fuori di tale catena iniziatica... tuttavia l’iniziazione procura un’atmosfera favorevole all’ attività del diavolo» (A. de Montreff, cit. , pag 61).

Appare chiaro, quindi, come non solo non si può essere buoni cristiani e guénoniani, ma come il guénonismo è una “strada larga” che conduce alla dannazione eterna.

Dominicus

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