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Categoria: Anno 2013

IL CONCETTO DI “RELIGIONE” DELLA MASSONERIA IN UN CATECHISMO APPROVATO DALLA CEI

Il simbolismo in senso stretto della massoneria

Anche la religione è concepita dalla Massoneria in maniera soggettivistica e relativistica: «tutte le religioni sono motivi concorrenti per esprimere la verità divina, che è irraggiungibile. Infatti a questa verità divina è adeguato solo il simbolismo della Massoneria[1], che racchiude molteplici significati e la cui interpretazione è lasciata alle capacità interpretative del singolo massone» (Eugen Lennhoff – Oscar Posner, Internationales Freimaurer Lexicon, Vienna, 2a ed., 1975, col. 1300, cap. IV, § 3).

Ciò vuol dire che tutte le religioni e le filosofie su cui esse si fondano si equivalgono, perché sono tutte egualmente inadeguate a conoscere e a parlare di Dio e persino della realtà naturale filosofica; solamente la Massoneria, che è al di sopra di tutte le religioni e di tutte le filosofie realistiche e metafisiche, ha un approccio simbolico soggettivistico con la realtà extramentale, con la religione e con Dio, il quale non è conosciuto tramite la Rivelazione e le formule dogmatiche che la esprimono e definiscono realmente, ma attraverso simboli che la rappresentano o raffigurano soltanto.

 

Il simbolismo in senso lato della Chiesa cattolica

La Chiesa ammette un certo simbolismo (per es. l’acqua del Battesimo simboleggia la purificazione dell’anima perché l’acqua lava e purifica il corpo, però nello stesso tempo il Battesimo purifica realmente e non solo figurativamente o simbolicamente l’anima dal peccato originale), ma il simbolismo “in senso lato” del cattolicesimo non esclude la capacità razionale di conoscere realmente e oggettivamente l’essenza della realtà e la verità, senza fermarsi alle apparenze e ai fenomeni sensibili. Invece il simbolismo “in senso stretto ed esclusivo”, per cui tutto è solo ed esclusivamente simbolico, è un concetto non cattolico e oltre che massonico anche modernistico.


Modernismo e massoneria

Infatti il modernismo classico ripetutamente condannato da San Pio X (Lamentabili, 13 luglio 1907; Pascendi, 8 settembre 1907; Sacrorum Antistitum, 1° settembre 1910) si serve del simbolo, del contrassegno o del segno di riconoscimento per rappresentare o raffigurare la verità dogmatica, la quale non può essere conosciuta neppure imperfettamente o analogicamente tramite la ragione illuminata dalla Fede, Virtù soprannaturale infusa da Dio nell’ anima, la quale dà realmente all’ intelletto umano la capacità di aderire alla verità rivelata espressa da una formula, per es. Dio è l’Essere stesso sussistente, Uno nella Natura e Trino nelle Persone.

Il modernismo e la massoneria, invece, hanno mutuato dalle antiche religioni e soprattutto dalla cabala il simbolismo e lo hanno applicato in senso stretto ed esclusivo al dogma, che non ha più, come vuole la Chiesa e il Magistero tradizionale, un valore conoscitivo, anche se non perfetto o totale, adeguato all’ oggetto, ma solo ed esclusivamente un valore simbolico o pratico, in quanto esprime un’ interpretazione puramente rappresentativa o figurativa di un fatto religioso. Per esempio, quando la Chiesa insegna che Dio è Padre, tale formula dogmatica per il Magistero tradizionale significa veramente e oggettivamente la Paternità di Dio verso gli uomini, che sono realmente e non solo figurativamente Suoi figli naturalmente in quanto Sue creature e soprannaturalmente se hanno in sé la Grazia santificante, la quale li rende realmente e non solo simbolicamente figli adottivi di Dio e partecipi, in maniera limitata e finita, della sua Natura divina. Invece per la massoneria, per l’ esoterismo (cfr. Frithjof Schuon, Unità trascendente delle religioni, Roma, Mediterranee, 2a ed., 1997[2]), e per il modernismo, siccome l’uomo non può conoscere con certezza la realtà e tanto meno Dio mediante concetti e formule dogmatiche, lo simboleggia o rappresenta come un ‘padre’, senza che Egli lo sia realmente affinché l’uomo si perfezioni eticamente e praticamente, comportandosi come se fosse un figlio di Dio, ma senza esserlo veramente.

È chiaro che il simbolismo esclusivistico massonico e modernistico tende a svuotare tutta la dottrina cattolica rivelata da Dio e definita dal Magistero a sola e pura simbologia senza nessun significato reale, razionale o teoretico. Ora è vero che il linguaggio e il concetto umano non possono esprimere totalmente e perfettamente Dio e i suoi Misteri e neppure totalmente la realtà naturale, ma attraverso l’analogia giungono a conoscere, veramente ed oggettivamente, qualcosa della realtà, a parlare in maniera corretta della realtà naturale e ad esporre mediante formule dogmatiche la Verità divinamente rivelata, senza equivocare e cadere nell’agnosticismo e nel nichilismo teologico o apofatismo o nel puro ed esclusivo simbolismo.

Anche Lutero, animato dalla filosofia nominalistica, che nega la capacità di conoscere la realtà, rendeva tutto simbolico. Per esempio per lui quando Gesù disse sul pane: “Questo è il Mio Corpo” non cambiò o transustanziò realmente il pane nel suo Corpo, ma volle solo dire che il pane consacrato nella S. Messa simboleggia il suo Corpo. Sulla scia di Lutero cammina il neo modernismo. Per esempio E. Schillebeeckx non parla più di transustanziazione, mutamento reale della sostanza del pane nella Sostanza del Corpo di Gesù, ma di ‘transignificazione’ ossia di semplice mutamento di significato per cui il pane consacrato nella S. Messa significa o simboleggia soltanto il Corpo di Gesù[3].

 

L’inquinamento dei più alti gradi della Gerarchia

Purtroppo questo deliramento esoterico-massonico è penetrato in ambiente ecclesiale al massimo livello. Si veda, ad esempio, Il Corso di Istruzione di Religione Cattolica, intitolato “Una strada di stelle”, edizioni Elledici, Torino, 2011, con “Nulla osta” del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana card. Angelo Bagnasco (protocollo n. 811/2010) del 19 novembre 2010 e l’ “Imprimatur” (n. 6/10) di mons. Piero Delbosco della Curia di Torino (30 novembre 2010).

Il capitolo “Credenti in dialogo” a pagina 73 e 74 riporta: «Tutte le religioni sono un cammino verso Dio, come viene spiegato dal brano che ti presentiamo. In un villaggio di ciechi si udì che sarebbe giunto un re a dorso di un elefante. Nessuno di essi aveva mai avvicinato un elefante e si dicevano: “Chissà come sarà fatto?”. Al suo arrivo un gruppetto si avvicinò per tentare di conoscerlo. Il primo gli toccò la proboscide, il secondo una zanna, il terzo un orecchio, il quarto una zampa, il quinto la pancia e l’ultimo la coda. Se ne tornarono a casa convinti di sapere esattamente come era fatto. “Oh, è fantastico!” disse il primo che aveva toccato la proboscide “così lento e morbido, lungo e forte”. “No!” disse quello che aveva toccato la zanna “È corto e molto duro”. “Avete torto entrambi” disse il terzo “è piatto e sottile”. “Oh no”, disse il quarto, che aveva toccato la zampa, “è come un albero!”. Anche gli ultimi due intervennero: “È come un muro!”. “Come una corda!”. Dissero e discussero, sino a litigare e a fare a botte. Finalmente arrivò qualcuno che vedeva bene e disse ai ciechi: “Avete ragione tutti. Tutte queste parti insieme formano l’elefante”. […]. La storia dei ciechi e dell’elefante mostra che ci sono tante strade per arrivare a Dio; esse sembrano molto diverse tra loro. In realtà tutte hanno caratteristiche comuni».

In breve per la CEI – come per l’esoterismo e la massoneria – nessuna religione è vera in sé, neppure la Religione cattolica, ma, se le prendiamo tutte assieme, allora arriviamo alla verità. Esse solo apparentemente sembrano diverse, ma sono realmente eguali prese tutte assieme. È per questo che ci si è riuniti tutti assieme ad Assisi nel 1986-2012.

 


[1]) Cfr. U. G. Porciatti, Simbologia massonica. Massoneria Azzurra, Roma, Atanòr, 1968; Id., Simbologia massonica. Gradi Scozzesi, Roma, Atanòr, 1968.

[2]) Tutte le religioni rivelate e positive sono imperfette, esse devono essere unite da qualcosa che le sorpassa o trascende, che è la Tradizione primordiale o gnosi esoterica e cabalistica, la quale è stata tramandata dai vari iniziati e poi è confluita nella Massoneria, la quale è superiore alla Chiesa, che si limita a dare un insegnamento essoterico o pubblico per i semplici o ‘non-iniziati’, mentre la Massoneria dà il suo insegnamento ai perfetti, gli gnostici o iniziati, mediante il simbolismo esoterico o occulto.

[3]) Cfr. R. Garrigou-Lagrange, Le sens commun. La philosophie de l’tre et les formules dogmatiques, Parigi, 1922; A. Gardeil, Le donné rèvelé et la Théologie, Juvisy, 1932.