Anno 2013

MARIA DISPENSATRICE DI TUTTE LE GRAZIE

Donna, sei tanto grande e tanto vali/ che qual vuol grazia e a te non ricorre sua desianza vuol volar senz’ali” (Dante, Paradiso, XXXIII, 13).

Applicazione della Redenzione alle anime o Redenzione soggettiva

In quale maniera Maria, Corredentrice secondaria[1], coopera con Gesù, Redentore principale, ad applicare e distribuire i frutti della Redenzione oggettiva alle singole anime?

Abbiamo già visto che la Redenzione conosce due momenti: quello oggettivo in cui essa viene operata con l’Incarnazione di Gesù nel seno di Maria e la morte di  Lui offerta da Maria sul Calvario; quello soggettivo in cui la Redenzione viene applicata da Gesù, e subordinatamente da Maria, sino alla fine del mondo alle singole anime.

Maria, dunque, esercita subordinatamente a Gesù una causalità (vedremo meglio che tipo di causalità) nella dispensazione delle grazie agli uomini. Qui possiamo anticipare: 1°) agli uomini che vissero prima di Gesù Maria le dispensa a modo di causa finale, ossia Dio ha voluto che la grazia fosse data loro in vista  dei futuri meriti de condigno (o di stretta giustizia) di Cristo in quanto Dio e de congruo di Maria in quanto Madre del Redentore; 2°) agli uomini che vivono dopo Cristo Maria dispensa le grazie a modo di causa efficiente, ossia Dio dà loro la grazia mediante la cooperazione subordinata e secondaria di Maria alla distribuzione efficiente principale di Gesù.

MARIA CORREDENTRICE

Importanza della questione

Durante il Concilio Vaticano II, il 29 ottobre 1963 il card. König si scontrò con il card. Santos di Manila, il quale voleva inserire la trattazione sulla Mariologia in un documento a parte per dare maggior rilievo al ruolo di Maria Mediatrice e Corredentrice, mentre König voleva che la Mariologia fosse solo un capitolo minimalista da inserirsi nel De Ecclesia, per non urtare i protestanti; il Concilio approvò la tesi di König con 1114 voti contro 1097, cioè per soli 17 voti.

Tra i teologi che avversavano la dottrina della Corredenzione nel Concilio e nel periodo postconciliare ne troviamo alcuni che avevano iniziato a negare con veemenza la dottrina della Corredenzione sin dagli anni Trenta/Cinquanta, per esempio Y. Congar (Bullettin de théologie, in “Revue de sciences philosophiques et théologiques”, n. 27, 1938, pp. 646-648), E. Schillebeeckx (Maria madre della Redenzione, Catania, 1965), K. Rahner (Le principe fondamental de la théologie mariale, in “Revue de sciences religieuses”, n. 42, 1954, pp. 508-511), H. Küng (Christ sein, Monaco-Zurigo, 1974).

Dalla “Nuova Teologia” alla “Nuova Mariologia”


Lo spirito antimariano del Concilio

Circa 600 Vescovi nei loro “vota” e “consilia” chiesero alla Commissione anti-preparatoria (25 gennaio 1959-5 giugno 1960) del Concilio Vaticano II una particolare attenzione al tema mariologico e specialmente alla Corredenzione subordinata di Maria Dispensatrice di ogni grazia (Acta et documenta Conc. Oecum. Vat. II apparando. Series I [Antepraeparatoria], Città del Vaticano, Tipys Poliglottis Vaticanis, 1960-1961, 4 voll. suddivisi in 16 tomi, Appendix, 1960, vol. II, pars I, pp. 131-142).

Nel 1962 la Commissione preparatoria (5 giugno 1960-11 ottobre 1962) presentò il 1° schema mariano intitolato “De B. M. V. Matre Dei et Matre hominum” elaborato dal p. Balic e dal p. Tromp.

Nella fase conciliare (11 ottobre 1962-8 dicembre 1965) e precisamente il 29 ottobre 1963 il card. König si pronunciò contro il “De B.V.M.” chiedendo di includerlo nello schema “De Ecclesia” come semplice “Appendice”, vanificando così i vota espressi dall’episcopato mondiale alla vigilia del Concilio.

LA CONCELEBRAZIONE - Che cosa pensarne?

Importanza e attualità del problema

Monsignor Brunero Gherardini ha scritto un recente articolo sul tema pungente e scottante della  Concelebrazione,[1] la quale da eccezione è diventata ormai la regola. Riassumo in questo breve articolo quanto egli ha scritto sull’ argomento.

La Rivoluzione concelebrativa del Vaticano II

Nell’immediato post-concilio Padre Tito Centi nel “Commento alla Somma Teologica a cura dei Domenicani Italiani” scriveva: “La concelebrazione eucaristica [sacramentale, ndr] prima del Concilio Vaticano II era ridotta in Occidente al solo caso dell’ordinazione sacerdotale e di quella episcopale; mentre nelle chiese orientali ci si contentava di una concelebrazione di sola cerimonia [cerimoniale, ndr], poiché i sacerdoti assistenti si limitano là a seguire in silenzio lo svolgimento del rito. La situazione è cambiata radicalmente con la Costituzione sulla Sacra Liturgia [del Concilio Vaticano II, ndr]” (S. Th., III, q. 82, a. 2, Firenze, Salani, 1971, vol. XXVIII, nota 1, p. 331)[2].

“DIO HA DISPERSO LE OSSA DI COLORO CHE PIACCIONO AGLI UOMINI”


Attualità del problema della esteriorità

In questi ultimi tempi il modernismo teorico accompagnato da una certa sobrietà e serietà pratica (Benedetto XVI) è diventato superattivismo e sentimentalismo esteriore (Francesco I), che vuol piacere al mondo ed esibisce ai quattro venti le virtù e le qualità che sembra e millanta di possedere per ottenere l’applauso di tutti.

La pratica quotidiana del Cristianesimo si è ridotta a pauperismo, ostentazione, demagogia, spettacolarità, in breve ad uno “show”, che scivola verso la vanagloria. Tutti debbono sapere che Francesco I rifiuta l’anello d’oro, la croce d’oro, l’orologio di marca, le scarpe da cerimonia, l’appartamento apostolico tradizionale[1].

Nelle tenebre rimane la Madre

Il venerdì di passione e di morte

Era morto sulla croce Gesù, ed era stato sepolto. Giuda, uno dei suoi, l’aveva tradito per 30 denari, poi si era impiccato. Pietro, già scelto da Lui quale capo della Sua Chiesa, l’aveva rinnegato. Gli altri Apostoli erano fuggiti. Gi amici, che sembravano aver creduto in Lui, erano tutti dispersi, anzi spariti. Fallimento totale. Almeno così appariva.

Le tenebre del venerdì di passione e di morte e poi il sabato, nel quale restava solo una tomba, anche se quello era il gran sabato dei Giudei. Nella giornata di quel sabato, in modo furtivo, di nascosto, qualcuno degli amici di Gesù andò a cercare Maria, la Madre di Gesù. Poveri uomini ormai senza speranza! Si erano illusi su Gesù e ora erano delusi, ché, rimasti senza di Lui, avevano perduto la fede, la speranza e l’amore. Forse la Madre avrebbe potuto dir loro qualcosa, far intravvedere qualche luce in mezzo alle tenebre scese sulla terra.